VALUTAZIONE DELL’IDENTITÀ DI GENERE

La persona che manifesta un Disturbo di Identità di Genere (DIG) ha una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico. Tale condizione per la sua complessa eziologia, si presenta come un quadro altamente sfaccettato, tant’è che alcuni autori, piuttosto che parlare di transessualismo, preferiscono parlare di transessualismi individuando in questo termine una pluralità anche di significati e di forme entro le quali la sindrome può manifestarsi.

Ad oggi, in Italia, il cambiamento di sesso è regolamentato da un’apposita della legge n.164 del 1982. “Il Tribunale, quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, lo autorizza con sentenza”. La Ri-attribuzione chirurgica di sesso (RCS) o “Sex Reassignment Surgery – SRS” rappresenta tuttavia solo uno dei momenti dell’iter di transizione del soggetto transessuale. Questa legge che da un lato garantisce la possibilità di creare una maggiore coerenza fra identità fisica e psichica, dall’altro lato si concentra quasi totalmente sul problema del corpo disinteressandosi a quello che accade nella mente e nella psicologia della persona transessuale.

L’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere stabilisce come buona norma un percorso di indagine psicologica per persone transessuali che desiderano iniziare un iter di riassegnazione chirurgica del sesso (RCS), ciò nonostante in Italia tale percorso non è d’obbligo ma fortemente consigliato e spesso ritenuto necessario per accedere alla certificazione psichiatrica che darà avvio all’assunzione ormonale e iter chirurgico.

Nell’anno 2011-2012 la Regione FVG ha sostenuto un progetto di supporto ed assistenza a persone transessuali ospedalizzate che tuttavia per carenza di fondi non è più stato rinnovato.  Il progetto ha sostenuto decine di persone che si sono rivolte sia ai CSM che ad altri servizi territoriali per intraprendere le prassi di accompagnamento verso la certificazione del Disturbo di Identità di Genere e successiva RCS. Attualmente, pur non essendo finanziato il progetto è ancora in essere ed io svolgo la funzione di responsabile scientifico.

Il precorso di valutazione dell’identità di genere si struttura in incontri in cui viene fatto un accompagnamento della persona transessuale nell’indagine degli obiettivi, le ansie, le paure e le aspettative inerenti a percorso RCS e post-RCS.

Accanto al lavoro attraverso il colloquio verrà somministrata una batteria di test che andranno a costituire il corposo materiale da consegnare allo psichiatra in sede di certificazione.